martedì 17 agosto 2010

Fidarsi di Dio

In un paese dell'Est un commerciante di aste, molto conosciuto, vendeva oggetti di ogni prezzo, di rara bellezza e di grande qualità. La gente spendeva molti soldi presso il suo negozio e per gli acquisti, ne rimaneva particolamente entusiasta. Un giorno tra le sue cose mise un pesce morto. Tutti si chiesero il motivo di tale gesto, e nessuno si avvicinò più a lui. Un bambino, che solitamente accompagnava i genitori per fare acquisti presso il venditore, notò il grande pesce e ne rimase incuriosito. Chiese al padre di acquistarlo. Visto che il commerciante si era dimostrato sempre onesto e non aveva mai rubato nessuno, il padre acconsentì portando a casa il grande pesce. Al momento di pulirlo, all'interno della bocca trovò una grande perla chiara e luminosa.


IL SIGNORE NASCONDE VERITA'DI GRAZIA DIETRO APPARENZE SEMPLICI.

Dio non delude mai, si mostra a noi attraverso il suo creato e si fa riconoscere se, con il totale abbandono, riusciamo ad entrare nel suo cuore. Si manifesta a noi con la semplicità di un bambino e la tenerezza di una madre. A volte l'umanità diventa forte, noi ci lasciamo travolgere, con la sua miseria ci circonda e.... confusione, confusione....tanta confusione. Ma Dio è più grande di ogni male e con il suo Amore ha vinto la morte, con Lui "saremo raggianti" e con Lui "vinceremo"!



Mi fido di Te Signore, Tu non sei estraneo alla mia crescita, tanto meno ostile alla conquista di me stessa; sei una presenza amica, un alleato fedele, un sostenitore potente, una guida sicura; Tu mi fai sognare cose grandi; ma non per lasciarmi poi sola nell’impresa, ma per realizzarla assieme a me!



“Più sentivo di essere la miseria stessa, più aumentava la mia fiducia verso Lui”
“Anche se avessi sulla coscienza i peccati del mondo intero ed i peccati di tutte le anime dannate, nonostante ciò non dubiterei della bontà di Dio“
"Con un occhio guardare l’abisso della propria miseria, con l’altro la profondità della misericordia di Dio”
S.Faustina K.

giovedì 20 maggio 2010

Il dono della "gentilezza"

Essere duri e rimproverare con giudizio è più facile che essere gentili; quali sono però le conseguenze ad un tale comportamento ad esempio con i bambini? Spesso confusione, frustazione e pianti accorati. Ogni volta che sono riuscita ad avvicinarmi a loro con "gentilezza" ho ottenuto sicuramente risultati più soddisfacenti; sono riuscita a mantenere il controllo di me stessa e in qualche modo loro mi hanno riconosciuto questo piccolo sforzo ascoltandomi e cercando di farmi capire le ragioni di un loro comportamento "ingiusto". Madre Teresa diceva che "saremo giudicati sull'Amore"; amare è fermezza, ma è anche gentilezza e delicatezza e gentilezza è amore ovvero la donazione gratuita della parte migliore di noi. Mi vengono in mente, riflettendo sulla mia vita, di quanto siano stati troppo duri certi rimproveri e certe punizioni a cui ho assistito e che io stessa ho subito. Cosa può insegnarti a discernere il bene dal male oppure il giusto da ciò che non lo è se non la gentilezza?... e tutti gli insegnanti che portiamo nel cuore sono quelli che ci hanno lasciato qualcosa e che lo hanno fatto in modo "gentile". La gentilezza delle parole crea fiducia,la gentilezza dei pensieri crea profondità e la gentilezza del donare crea amore. Così per risonanza siamo invitati tutti alla gentilezza; nel rimprovero, nel monito, nell'indicare la via, nel saluto e nella descrizione. Nel dir la verità o nel tacere la gentilezza ha il dono di rendere irresistibilmente degno il messaggio e il messaggero. La natura della gentilezza è circolare, ovvero essendo essa stessa espressione di volontà di bene e di armonia interiore, genera benessere che ritorna ancora più ricco e più forte.



Sarebbe bello poter consentire ai nostri figli di volare in alto verso quella che è non la nostra volontà, ma quella di Dio e ancora più bello sarebbe accarezzare loro le ali prima di spiccare il volo senza troppe parole farlo solo con la gentilezza profonda del cuore.

martedì 27 aprile 2010

Occhi di bambino

Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi
.
Doret's Law Nolte

Proviamo ad entrare nello sguardo di un bambino; entriamoci a poco a poco ed in momenti diversi della giornata. Scopriremo la VERITA’. I bambini sono tra noi perché si possa in noi ricercare il mistero della nostra vita. Ti danno la possibilità di salvarti donando loro amore. Ti aiutano a guardare dentro di te per tirare fuori la forza e a volte il coraggio per poterli abbracciare. Un bambino ti accoglie anche quando un attimo prima lo hai rimproverato ingiustamente e tu pensi: “forse lo ha già dimenticato” lui invece vuole dirti semplicemente: “non importa cosa sia successo, ti ho perdonato. Preferisco perdonarti per non perdermi la bellezza di un tuo abbraccio”.
Se gli occhietti di un bambino parlano di tristezza, di paura o di smarrimento non poniamogli troppe domande, guardiamo solo dentro di noi e nei nostri comportamenti.
Dopo una giornata di lavoro e di fatica è meraviglioso quando con il suo sguardo sorridente e dolce il tuo bambino ti aspetta e con le braccia aperte ti comunica la sua vicinanza, la sua protezione come un angioletto che in silenzio ti accarezza facendoti sentire amato. Dio ci chiama continuamente attraverso gli occhi di un bambino, anche quello che incontriamo per strada che forse aspetta solo un nostro sorriso e che forse prima di scendere in strada ha preso botte, ma i suoi occhi sorridono...devono sorridere...si sforzano di sorridere.


"Un guerriero della luce presta attenzione agli occhi di un bambino. Perchè, quegli occhi sanno vedere il mondo senza amarezza. Quando desidera sapere se chi sta al suo fianco è degno di fiducia, cerca di vedere la maniera in cui lo guarda un bambino".
P.Coelho