giovedì 20 maggio 2010

Il dono della "gentilezza"

Essere duri e rimproverare con giudizio è più facile che essere gentili; quali sono però le conseguenze ad un tale comportamento ad esempio con i bambini? Spesso confusione, frustazione e pianti accorati. Ogni volta che sono riuscita ad avvicinarmi a loro con "gentilezza" ho ottenuto sicuramente risultati più soddisfacenti; sono riuscita a mantenere il controllo di me stessa e in qualche modo loro mi hanno riconosciuto questo piccolo sforzo ascoltandomi e cercando di farmi capire le ragioni di un loro comportamento "ingiusto". Madre Teresa diceva che "saremo giudicati sull'Amore"; amare è fermezza, ma è anche gentilezza e delicatezza e gentilezza è amore ovvero la donazione gratuita della parte migliore di noi. Mi vengono in mente, riflettendo sulla mia vita, di quanto siano stati troppo duri certi rimproveri e certe punizioni a cui ho assistito e che io stessa ho subito. Cosa può insegnarti a discernere il bene dal male oppure il giusto da ciò che non lo è se non la gentilezza?... e tutti gli insegnanti che portiamo nel cuore sono quelli che ci hanno lasciato qualcosa e che lo hanno fatto in modo "gentile". La gentilezza delle parole crea fiducia,la gentilezza dei pensieri crea profondità e la gentilezza del donare crea amore. Così per risonanza siamo invitati tutti alla gentilezza; nel rimprovero, nel monito, nell'indicare la via, nel saluto e nella descrizione. Nel dir la verità o nel tacere la gentilezza ha il dono di rendere irresistibilmente degno il messaggio e il messaggero. La natura della gentilezza è circolare, ovvero essendo essa stessa espressione di volontà di bene e di armonia interiore, genera benessere che ritorna ancora più ricco e più forte.



Sarebbe bello poter consentire ai nostri figli di volare in alto verso quella che è non la nostra volontà, ma quella di Dio e ancora più bello sarebbe accarezzare loro le ali prima di spiccare il volo senza troppe parole farlo solo con la gentilezza profonda del cuore.